Qualcuno ha esperienza diretta dell’IRESSA e la vuole condividere?…

Buonasera,

sono la vedova di un malato affetto da adenocarcinoma bronchiolo alveolare.

Mio marito è deceduto il 18 settembre 2004, a 14 mesi dalla diagnosi.

Seguito con attenzione e altissima professionalità dalla Dott.ssa Novello dell’equipe del Prof. Scagliotti dell’ospedale San Luigi di Orbassano, dopo un solo ciclo di Gemcitabina e Cisplatino, sospesi per il verificarsi di un ictus, aveva avuto l’autorizzazione del Comitato Etico Regione Piemonte all’utilizzo dell’Iressa. Purtroppo sono intervenuti problemi interstiziali al polmone e dopo soli 8 mesi dall’inizio della somministrazione, mio marito è andato ad implementare la casistica degli esiti letali della sperimentazione.

Non avrò mai sufficienti ed adatte parole per esprimere il mio ringraziamento e la mia riconoscenza alla Dott.ssa Novello ed a tutto il personale del Day hospital di Oncologia Polmonare ma ho un desiderio da tempo.

Poiché ho letto che dal 2010 l’Iressa è stato autorizzato e commercializzato, vorrei avere la possibilità di ricevere qualche testimonianza di malati che stanno sopravvivendo grazie all’utilizzo di questo farmaco.

Mauro non c’è più e questo sicuramente non lo farà tornare fra noi ma il sapere che la sua volontà e la sua determinazione a tentare ogni strada sono stati di aiuto per qualcuno, potrebbe, forse, in qualche modo lenire un pò il dolore e l’assenza che resta ancora tale e quale a 7 anni or sono.

Grazie per tutto il Vostro lavoro e la Vostra dedizione.

Cordiali saluti.

Anna Maria Aimone Maletti

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Gentile signora Anna Maria,
la ringrazio, innanzitutto, anche a nome dei miei collaboratori e di tutti gli associati, per aver voluto testimoniare la sua vicenda umana e per il suo apprezzamento a riguardo del nostro lavoro.
Per soddisfare il suo desiderio di poter entrare in comunicazione con qualcuno che si sia trovato nelle condizioni cliniche di suo marito, ma che sia stato più fortunato di lui, le proporrei di pubblicare interamente la sua mail nella nostra rubrica “il mio caso” e, quindi, utilizzando i nostri social network e la newsletter mensile, porre la stessa domanda al pubblico che ci segue…
Mi faccia sapere se la cosa la può interessare.
Cordialmente,
Gianfranco Buccheri

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La ringrazio per la rapida risposta; nessun problema a pubblicare la mia e_mail. Buon lavoro.

Anna Maria Aimone Maletti

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Allora… Qualcuno ha esperienza diretta del farmaco IRESSA e…

la vuole condividere con noi?



16 Responses to “Qualcuno ha esperienza diretta dell’IRESSA e la vuole condividere?…”

  1. Marina Serina scrive:

    Sono la figlia di una paziente in trattamento con Iressa da 3 anni e mezzo. Vi mando una parte dell’anammenesi di mia mamma relativa ad Iressa che ho preparato per l’equipe medica dell’Ieo per convincerli a sopsendere il farmaco…

    Circa all’età di 60 anni le viene diagnosticato un carcinoma al polmone e le viene asportato 2/3 di un lobo del polmone sx presso l’Ospedale San paolo di Milano. Durante gli accertamenti sul polmone si scoprono profonde e vecchie ferite tanto che viene ipotizzata un tbc silente in età adolescenziale. Ed infatti soprattutto nel periodo primaverile – estivo la sig.ra Maria Luisa è da sempre soggetta a riniti di forma asmatica e sporadiche crisi d’asma.
    Dopo i consueti cicli chemioterapici e radioterapici per diversi anni non viene rilevato il tumore, finchè circa 4 anni fa da un controllo si evidenzia una ripresa dell’attività metabolica nella zona polmonare già interessata dalla malattia. In considerazione dell’età viene decisa da un equipe dell’IEO di Milano una chemioterapia per anziani con il farmaco Iressa di media sperimentazione. Per i primi 2 anni non rileviamo particolari effetti collaterali gravi, principalmente escoriazioni alla pelle; ma a seguire iniziano tutta una seria di disturbi anche gravi: una neuropatologia alle gambe sempre più invalidante per la quale le venne prescritto Lyrica, ora sospeso a causa degli effetti collaterali. Nell’ultimo anno si è manifestata anche una forma di ipersensibilità intestinale con scariche diarroiche e costante perdita di peso. A cui si aggiunge circa 3 anni fa l’episodio di un’appendicite scivolata in peritonite perché non riconosciuta in paziente anziano e nell’ultimo mese un blocco renale e un’ostruzione intestinale.
    Nell’ultimo anno sono diventate sempre più necessarie e frequenti punture vitaminiche ricostituenti altrimenti la paziente non riesce ad alzarsi dal letto.

  2. Grazie, Marina per la tua testimonianza. Posso chiederti come è lo stato del tumore: regredito? scomparso? sempre presente, ma invariato? aumentato di volume e metastatizzato?…. Tre anni e mezzo di sopravvivenza per un tumore polmonare non operato in realtà non sono pochi. Inoltre, alcuni dei problemi della mamma (ad esempio, l’appendicite) potrebbero avere nessun rapporto con l’Iressa… Cosa ti hanno detto i medici dell’IEO?…
    Se vorrai risponderci i tuoi chiarimenti potranno essere utili per tutti noi.

    Qualcun altro ha un’esperinza meno “problematica” da condividere?…

  3. Riportiamo questi altri commenti giunti da una diversa fonte (http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=262173567252575&id=102644293117336&comment_id=1130712&offset=0&total_comments=3) sullo stesso argomento:

    Sara Di Benedetto: Mio marito usa iressa da un mese per un adenocalcinoma al polmone al 4 stadio e migliorato tantissimo solo che devi avere la mutaz del gene 19 o 21 altrimenti non funziona
    Non mi piace più · Rispondi · 1 · 12 ore fa tramite cellulare

    ALCASE Italia – Per la Lotta al Cancro del Polmone: Grazie, Sara, per il tuo commento…
    Mi piace · Rispondi · 11 ore fa

    Anna Morra: Mia madre con carcinoma polmonare ha usato l’Iressa per circa un anno ed anche meno; il medicinale ha prodotto effetti positivi solo per 5-6 mesi ; nell’ultima TAC i risultati erano disastrosi . Ora sta continuando le sue cure con l’Afatinib.
    Mi piace · Rispondi · 35 minuti fa

    ALCASE Italia – Per la Lotta al Cancro del Polmone: Grazie molte anche a te, Anna. La tua testimonianza è importante per tutti noi. E’ anche interessante la soluzione adaottata dai tuoi medici alla perdita dell’Iressa. L’Afatinib dovrebbe funzionare!
    Mi piace · Rispondi · 3 minuti fa

  4. enrica bassano di tufillo scrive:

    Buongiorno a tutti!Sono napoletana, ho 51 anni e nel marzo 2010 mi e’ stato diagnosticato un adenocarciroma polmonare sx per cui mi sono affidata al grande prof.Adriano Rizzi ( Uomo speciale , grande operatore Lui e la sua equipe dell’ Humanitas Gavazzeni di Bergamo, grande professionalita’ ed umanita’) per essere sottoposta ad intervento di pneumonectomia totale sx.
    Dopo circa 60 gg ho cominciato 4 cicli di chemioterapia con cisplatino e vinorelbina c/o l’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino e successivamente ho fatto anche 25 sedute circa di radioterapia c/o l’Humanitas di Rozzano.
    Nel 2011 si sono presentate metastasi nella zona dove ero stata operata e quindi dal 1 maggio 2011 sono in cura con Iressa che mi e’ stata consigliata dal prof Beretta di Humanitas Gavazzeni anche se comunque mi viene prescritta ogni mese dai dottori del San Giuseppe Moscati di Avellino
    Ho avuto , credo, tutti gli effetti collaterali possibili : da scariche di diarrea continue , fino a 8/ 10 al giorno,ovviate all’inizio con il Lopemid, poi successivamente prendendo ogni giorno una spremuta di 2 arance , un limone ed un melograno
    Enormi problemi cutanei trattati con un fai da me con mille creme fino a ieri giorno in cui sono stata visitata dal dott Mancini dermatologo dell’Humanitas di Rozzano che mi ha consigliato una specifica terapia e mi ha consigliato di approfondire l’argomento sul sito http://www.dermaclub.it :Incrociamo le dita e…si parte con un altro obiettivo !!!
    L’importante e’ comunque affidarsi a Gesu’ , avere fiducia, speranza e no abbattersi mai perche’ Lui non abbandona mai nessuno anche nei momenti piu’ difficili
    Grazie ai miei figli e ai tanti amici e conoscenti che mi dimostrano il loro affetto in ogni istante della mia vita !!!!

  5. Grazie per la tua testimonianza, Enrica!
    Non ci ha detto, però, una cosa importante: il tuo tumore è regredito o almeno è rimasto stabile senza progredire nel periodo di cura con Iressa?… Il tuo tumore possiede le mutazioni attivanti per L’ EGFR?…
    Pensiamo di sì, se no non sarebbe comprensibile una simile capacità di sopportazione…
    In ogni caso, sei una combattente e la tua fede ti rafforza. Siamo felici per te.

    Gianfranco Buccheri

  6. sara scrive:

    Avevo già scritto è arrivata la risposta della tac a tre mesi di trattamento con iressa il tumore è regredito le metastasi al fegato pure e quelle al cervello si sono rimpiccolite e come effetti collaterali poca diarrea a giorni si è giorni no e nausea speriamo continua così cmq il prof Crinó di pg mi ha detto che ha pazienti in cura con iressa da 10 anni

  7. DS scrive:

    Mia madre ha preso Iressa per 8 mesi e na ha avuto grandi benefici. Dall’ultima tac purtroppo risulta che il tumore è diventato resistente ad Iressa. Oggi ha iniziato una chemio che farà per 4 volte, una volta ogni 21 giorni: Alimta + Cisplatino. Dopo, secondo la dottoressa, dovrebbe prendere di nuovo Iressa. Stiamo cercando di capire come fare per convincere questa dottoressa a farle prendere Afatinib, visto che ormai è certa la sua superiorità rispetto ad Iressa almeno come terapia di seconda linea.

  8. claudio Barbieri scrive:

    per Anna Morra, volevo sapere come sua madre sia riuscita ad entrare in terapia con afatinib poichè ad oggi non mi risulta ancora approvato dall’ Ema. se qualcuno sa aiutarmi.

    Grazie.

  9. Caterina scrive:

    Ciao,
    Che io sappia Afatinib può essere richiesto direttamente alla Boehringer-Ingelheim da parte dell’oncologo di riferimento previa autorizzazione del Cmitato Etico dell’ospedale.

  10. Anonimo scrive:

    Buona sera,
    A mia madre, 70 anni, nel settembre 2012 gli e’ stato diagnosticato tumore al polmone sx, primitivo di circa 6 cm e metastasi in entrambi i lobi con diametro massimo di 1,5 cm, stadio 3/b-4!!!
    Positiva alla mutazione EGFR, esone 19, comincia la cura il 26/10/2012 con Iressa, prima tac 26/01/2013 riduzione della massa principale a 3 cm ed i noduli max cm 0,6.( superiore al 50%)
    Nelle due successive TAC, 26/04/2013 e 15/07/2013 la situazione e’ assolutamente stabile.
    Confrontando la TAC della diagnosi e l’ultima del 15/07/2013 vi assicuro che le “macchie bianche” sono quasi scomparse tutte, ed erano tante davvero, purtroppo).
    Tollera benissimo Iressa, qualche piccolo rush cutaneo sul naso e nulla di più, gli esami del sangue sono perfetti ed anche la transaminasi e ritornata nei valori normali.
    Attualmente conduce una vita praticamente normale, non va piu’ in palestra ed ha perso qualche 2 kg, e spero che Iressa continui il piu’ possibile nel mantenimento della malattia libera da progressione.
    Oggi sono 10 mesi, spero e prego.
    Comunque Afatinib e’ disponibile, poi c’è sempre Tarceva, ma la grande speranza e Lucanix, in sperimentazione negli USA, in doppio cieco, dovrebbe garantire 48 mesi di malattia libera da progressione, così sembra, speriamo arrivi presto.
    Questa ad oggi e’ la ns esperienza, spero serva e faccio un in bocca al lupo a tutti coloro stanno attraversando questo brutto periodo, e’ dura ma combattiamo, sempre!!
    CRISTIANO

  11. Lory scrive:

    Ciao,mio padre è stato operato otto anni fa per un tumore al polmone.Dopo l’operazione ha iniziato la radio e poi un ciclo di chemioterapia. Successivamente gli hanno prescritto il Tarceva che ha completamente debellato il tumore al polmone . Nel 2010 gli hanno prescritto l’Iressa ma circa un mese fa la tac ha rilevato una metastasi alla testa. Volevo chiedere al Dott. Buccheri com’è possibile che sia comparsa questa metastasi dato che mio padre prende la chemioterapia ogni giorno.Non voglio scoraggiare nessuno ma mio padre è riuscito a vivere e penso che supererà anche questa fase grazie solo alla sua volontà in quanto l’umore e la disposizione psicologica è la chiave principale per affrontare questa
    malattia.

  12. Ciao, Lory. È bellissimo sentire che tuo papà ha risposto così bene al Tarceva e che sta ancora bene…nonostante ci sia ora una ricaduta in atto.
    Per quanto riguarda la tua domanda, non è molto chiara: di solito per chemioterapia non si intende l’assunzione di Iressa, che invece è quello che, mi pare di capire, tuo papà continua a prendere.
    Se ho ben capito ed tuo papà in effetti continua a pendere l’Iressa, non c’è da stupirsi: il tumore prima o poi diventa resistente, “insensibile” al farmaco.
    Però ci sono altri farmaci che possono ancora funzione, come, ad esempio, l’Afatinib e il Dacomitinib… Fai una ricerca sul nostro sito su questi due farmaci e troverai un sacco di informazioni. Poi parlane coi tuoi dottori.
    Gianfranco Buccheri

  13. Flavio scrive:

    Buona sera,

    per mio padre non c’è stata mutazione EGFR, quindi a breve inizierà chemioterapia con vinorelbina. Volevo chiedere se la mutazione può avvenire anche in un secondo momento oppure se non è stata registrata ora non ci sarà più.

    Grazie

  14. No. Normalmente se si è negativi inizialmente, non si ripetono più i controlli della mutazione in questione… Tuo papà ha fatto anche la ricerca del riarrangiamento ALK ed anche questo è negativo?.. Perchè, se così non fosse, ci sarebbero dei buoni farmaci da sfruttare prima della chemio: http://www.alcase.it/2014/05/ceritinib-crizotinib/….
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  15. Flavio scrive:

    Gent.mo Dott. Buccheri,

    la ringrazio infinitamente per la risposta. E’ la prima volta che sento di questo riarrangiamento ALK. Per mio padre è stato chiesto test per la mutazione EGFR e Kras all’IRCSS (IRST) di Meldola (FO). Mio padre ha 84 anni, mai stato fumatore. La diagnosi parla di metastasi pleuriche da adenocarcinoma polmonare, quindi localizzato ma classificato IV stadio. Lunedì 28/07/14 inizierà in prima linea la vinorelbina per bocca con proposta eventuale in seconda linea di Tarceva (tra l’altro io avevo capito che il Tarceva poteva essere usato solo in caso di mutazione EGFR). Il 07/08 abbiamo un consulto dal Prof. Venerino Poletti a Forlì per avere una conferma o meno del quadro diagnostico e del programma terapico che non mi convince del tutto. Che lei sappia presso l’IRSCC di Meldola sono in grado d’effettuare il test per l’ALK? Ogni altro suggerimento è molto gradito…

  16. No. Comincio dall’ultima domanda: non so se all’istituto dove tuo èadre è in cura facciano o meno la determinazione della mutazione ALK, comunque questa andrebbe fatta in tutti i casi alla diagnosi di adenocarcinoma: http://www.alcase.it/2013/05/linee-guida-internazionali-egfr-alk-2/.
    Per il resto, devo dirti che il programma terapeutico -a mio parere- è del tutto ragionevole e condivisibile, una volta che sia stata esclusa la mutazione ALK e, conseguentemente, l’uso di farmaci più efficaci.
    Cordialmente,
    GB

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Partecipa anche tu alla campagna di Novembre!…

nov 1st, in ADVOCACY (sostenere i diritti dei malati), Sostenere ALCASE, by Dr. Gianfranco Buccheri

Novembre è il mese dedicato ai malati di cancro del polmone di tutto il mondo: FACCIAMO IN MODO CHE NON SI SENTANO PIU’ SOLI!…


IL MESE DI SENSIBILIZZAZIONE AL CANCRO DEL POLMONE (Lung Cancer Awareness Month o LCAM) è una campagna internazionale di informazione che riguarda le problematiche individuali e sociali del tumore al polmone.

Promossa inizialmente dall’ ALCASE americana e ripresa poi dalla Global Lung Cancer Coalition, viene rilanciata ogni anno, nel nostro paese, da ALCASE Italia.  ll LCAM ha lo scopo di aumentare la solidarietà verso le persone colpite dalla malattia e la consapevolezza della gravità personale e sociale del cancro ai polmoni, un tumore che fa più vittime di quelli della mammella, della prostata e del colon sommati insieme…

Per saperne di più: segui questo link.

Per sostenere questa campagna: inoltra ai tuoi amici il link a questa pagina e parlane con loro.  Oppure, se non lo hai fatto già, metti un “like” alla pagina FaceBook di ALCASE ed invita i tuoi amici a fare altrettanto.

Per partecipare attivamente alla campagna di quest’anno, non hai che l’imbarazzo della scelta:

Noi saremmo lieti di conoscerla.   Scrivici a:info@alcase.it.


L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE ATTIVAMENTE!!


 

Campagna Nazionale per lo Screening del Cancro al Polmone

ott 10th, in ADVOCACY (sostenere i diritti dei malati), EDUCATION (informare a tutto campo), by Dr. Gianfranco Buccheri


INTRODUZIONE

ALCASE Italia si è già occupata, più volte e non da ieri, di screening con TAC a basso dosaggio (o TAC spirale) per il cancro del polmone… Di seguito proponiamo i links ai principali articoli (dai più recenti ai più vecchi):

  1. Le raccomandazioni governative USA per lo screening
  2. LINEE GUIDA PER LO SCREENING
  3. Ancora sullo screening.. Un parere autorevole
  4. Screening di massa per il cancro al polmone: cosa dicono gli esperti
  5. Screening e diagnosi precoce

E’ importante leggere, sopratutto, ai primi due articoli citati, non solo perchè più recenti, ma anche -e soprattuto- perchè presentano la posizione di tutte le società medico-scientifiche interessate allo screening (la quale a sua volta è sostanzialmente fondata sui risultati del National Lung Screening Trial americano).  Per farne una estrema sintesi, potremmo dire che, nei soggetti ad alto rischio di sviluppare un cancro al polmone per essere o essere stati forti fumatori, è stato dimostrato (ed universalemte accettato) che:

  1. lo screening è in grado di riconoscere molti tumori del polmone in una fase ancora assolurtamente iniziale di crescita;
  2. la completa resecabilità chirurgica e la sopravvivenza sono maggiori nei soggetti con tumori scoperti mediante screening rispetto ai controlli;
  3. anche la sopravvivenza dell’intero gruppo sottoposto a screeing è maggiore di quello non sottoposto a screening.

In conclusione, se lo screening con TC a basso dosaggio fosse applicato regolarmente A TUTTE le persone a rischio, molte vite umane sarebbero salvate.  Per questa ragione laTask Force americana per i servizi di prevenzione raccomanda lo screening a tutti i soggetti di età uguale o superiore a 55 anni forti fumatori ed ex-forti fumatori” (http://www.alcase.it/2014/01/raccomandazioni-governative-usa-per-screening/).


IL PERCHE’ DELLA CAMPAGNA

Recentemente, negli Stati Uniti, molte associazioni di pazienti si sono mosse per ottenere lo screening gratuito per tutti gli americani meno abbienti, chiedendo a MEDICARE di coprirne le spese (http://www.lungcanceralliance.org/news/lung-cancer-alliance-news/2014/lung-cancer-community-comes-together-in-support-of-lung-cancer-screening.html).  Eccole, qui di seguito, elencate:

ALCASE Italia condivide la visione di quelle associazioni.


COSA CHIEDIAMO

ALCASE Italia chiede al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di:

1. organizzare una rete di centri di screening su tutto il territorio nazionale;

2. offrire gratuitamente lo screening a tutti i cittadini italiani di età compresa fra i 55 e i 74 anni di età che siano o siano stati (fino a 15 anni prima dell’invito a partecipare) forti fumatori (almeno 30 pacchetti/anno).


COME SI SVOLGERA’ LA CAMPAGNA

1. Attraverso la nostra newsletter ed  i nostri social networks (https://www.facebook.com/pages/Fai-La-Tua-Mossa-Battilo-Sul-Tempo/342147165962024, https://www.facebook.com/pages/ALCASE-Italia-Per-la-Lotta-al-Cancro-del-Polmone/102644293117336, https://www.facebook.com/alcase.italia, http://twitter.com/ALCASEItalia, http://www.youtube.com/playlist?list=PLBB2B3D956A802517&feature=plcp) ci rivolgeremo direttamente al nostro pubblico, composto principalmente da persone e famiglie colpite dal cancro del polmone e chiederemo loro di condividere tutte le nostre iniziative ed informazioni, e di farsi loro stessi promotori della campagna. Chiederemo loro di firmare e far firmare la nostra petizione su CHANGE.ORG oppure direttamente sul modulo cartaceo scaricabile da questa pagina (vedi avanti), che va restituito in sede dopo averlo completato.  Soprattutto chiederemo loro di “metterci la faccia”, come in questo caso: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203960703270784&set=o.342147165962024&type=1&theater.

2. Ci rivolgeremo, inviando copia di questa pagina, ai giornalisti della carta stampata, del web, e delle radio-televisioni perchè ci aiutino a far sentire la nostra voce.

3. Rivaluteremo a fine anno i risultati della campagna e decideremo allora come continuare.

NON SARA’ DOMANI O DOPO DOMANI, NON SARA’ FORSE NEANCHE FRA UN ANNO CHE TUTTI GLI ITALIANI A RISCHIO DI CANCRO AL POLMONE POTRANNO BENEFICIARE DEL NOSTRO IMPEGNO… MA CERTAMENTE CIO’ AVVERRA’, PERCHE’ LA NOSTRA E’ UNA CAMPAGNA PER IL PROGRESSO E NOI SIAMO CERTI CHE, ANCHE IN QUESTO CAMPO, L’ITALIA SAPRA’ RITROVARE IL GRANDE FUTURO CHE LE APPARTIENE.

ALCASE Italia


Cliccate sull’immagine che segue per scaricare il modulo per la raccolta delle firme:


Per questa campagna sono stati prodotti diversi video, pubblicati su YouTube.

Cliccate sull’immagine seguente per andare alla nostra Playlist di YouTube “Campagna per lo Screening Gratuito”:


 

Progetto “Gomitoli Bianchi”

ago 9th, in Sostenere ALCASE, by Dr. Gianfranco Buccheri

ALCASE Italia ha aderito a  Gomitolo Rosa, l’iniziativa lanciata nel 2012 dal dottor Alberto Costa a Biella, la città della lana, per sostenere associazioni, strutture ed enti che si occupano di salute.

E’ un percorso di solidarietà e di condivisione per supportare i malati nel momento in cui sono emotivamente e fisicamente più fragili.

“Knitta la lana, scalda la vita” è un progetto a disposizione di tutte le associazioni che già operano nel mondo oncologico.

Quello che viene fatto è recuperare la lana in sovrapproduzione, destinata altrimenti ad essere bruciata, trasformarla in gomitoli di diverso colore e cederla alle Associazioni come strumento per la loro raccolta fondi.

Tutti possono diventare VOLONTARI DI ALCASE e partecipare al progetto, secondo le proprie possibilità e le proprie attitudini:

1. realizzare manufatti per gli eventi di raccolta fondi;

2. partecipare a saghe e fiere della propria città con un banchetto di informazione e raccolta fondi, utilizzando per questa i gomitoli e i manufatti di lana bianca;

3. promuovere od organizzare incontri o corsi di “knitting”, l’arte del lavorare ai ferri, sia tra amici, sia in centri di incontro, nei knitting cafè…

Impostare gruppi di lavoro a maglia è semplice: basta una persona  che sappia sferruzzare per poter insegnare ad altri (e non è necessariamente un’attività femminile; tanti sono gli uomini che lavorano a maglia perchè è un’attività che, oltre a ridurre ansia e stress, è creativa e gratificante);

4. proporre agli ospedali delle varie città il knitting, come strumento per vincere l’ansia che la malattia porta con sè.

Per sostenere Alcase, diventa volontario.

Essere volontari significa supportare attivamente l’Associazione nel progetto “Gomitoli bianchi” attraverso lapartecipazione e/o l’organizzazione di una delle opzioni elencate.

Non occorre  essere tesserati, l’impegno che si offre è di per sé già la testimonianza della volontà di aiutare chi ha bisogno.

Per diventare volontari è necessario contattare alcase.solidale@gmail.com e fornire i dati – nome,cognome, indirizzo, mail, telefono e l’ AREA DEL PROGETTO per la quale vi rendete disponibili (i dati saranno trattati ai sensi della normativa di legge sulla privacy). Al più presto sarete ricontattati.

Vi aspettiamo! Grazie in anticipo per la vostra disponibilità!