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Cani che “fiutano” il cancro del polmone. Incredibile, ma vero!

Secondo uno studio appena pubblicato sul European Respiratory Journal, i cani sarebbero in grado di “fiutare” i la presenza di un cancro del polmone, meglio delle più moderne tecnologie oggi a nostra disposizione.

In effetti, i  metodi per identificare nell’aria espirata la presenza di sostanze volatili specifiche per il cancro al polmone sono generalmente  poco affidabili a causa di un alto rischio di interferenza con altre sostanze, specialmente coi residui del fumo di tabacco.

Alcuni ricercatori tedeschi del Schillerhoehe Hospital hanno perciò utilizzato 4 cani  (due pastori tedeschi, un pastore australiano e un labrador) ammaestrati a riconoscere le suddette sostanze volativi.  I quattro cani furono posti davanti a un gruppo si studio che includeva 500 volontari, fra cui erano pazienti con cancro del polmone, pazienti con enfisema (una malattia respiratoria spesso associata al cancro del polmone e provocata anch’essa dal fumo di sigaretta), e soggetti sani.  I cani, fiutando l’alito dei volontari, identificarono correttamente 71 dei 100 pazienti con cancro al polmone, e 372 delle 400 persone che non avevano il cancro.  In altre parole, gli animali avevano una sensibilità diagnostica del 71% e una specificità del 93%!…

I cani furono anche in grado di distingue i pazienti con cancro del polmone da quelli con semplice enfisema, che, come già osservato, accompagna spesso il cancro al polmone.  Il principale investigatore dello studio, R. Ehmann,  sottolinea che “mentre i cani sembrano riconoscere con facilità la presenza del cancro fiutando l’alito dei pazienti, gli attuali test di laboratorio non sono in grado di farlo altrettanto facilmente.  I nostri dati supportano, fra l’altro, quelli di alcuni studi precedenti che avevano mostrato anch’essi come i cani siano in grado di riconoscere cancri della pelle, del seno e dell’ovaio.. “.

COMMENTO del dr.  Gianfranco Buccheri:

La possibilità di fare uno screening, per così dire….”naturale” , mediante il semplice fiuto di un cane, è chiaramente affascinante. Ma ci vuole prudenza nell’interpretare questi dati.  Intanto, la sensibilità dichiarata,  cioè la percentuale di riconoscimenti del cancro in chi davvero lo ha, è troppo bassa per un per un test di screening affidabile.  Questa infatti deve avvicinarsi al 100%, perchè altrimenti si rischia di considerare sani troppi pazienti con cancro.  Poi, l’addestramento di cani dà risultati troppo variabili e poco ripetibili, il che rende difficile la generalizzazione dei risultati in questione.  Altri studi simili a questo, condotti su centinai di altri cani, dovranno confermarne tali risultati, prima di poter prendere, in merito, alcuna decisione di politica sanitaria…  Per ora, la TAC spirale (vedi un recente nostro articolo: http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/) rimane la possibilità più concreta alla portata di tutti.


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