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Investimenti pubblici ed efficacia dei servizi di chirurgia toracica: una relazione assai stretta

Press release del 10-7-2011

Nel Regno Unito, l’aumento degli investimenti nelle unità di chirurgia toracica si è dimostrato strettamente correlato con la percentuale di resezione chirurgica del cancro del polmone

Un aumentato investimento pubblico nei servizi di chirurgia toracica può portare a un significativo aumento nella percentuale di resezioni chirurgiche del cancro ai polmoni, sulla base di alcuni dati provenienti dall’Inghilterra.  Lo studio e i suoi risultati sono stati  presentati alla 14° Conferenza Mondiale sul Cancro del Polmone (WCLC) che si è appena conclusa  ad Amsterdam.  Per maggiori informazioni sulla 14° WCLC e sulla International Association for the Study of  Lung Cancer (IASLC) che la organizza, si rimanda alla pagina: http://www.alcase.it/2011/07/wclc-2011/.

In Inghilterra, la resezione chirurgica del cancro del polmone è meno frequente che in altri paesi, ed è effettuata sia da chirurghi cardio-toracici che da chirurghi toracici puri.  I ricercatori firmatari dello studio hanno testato l’ipotesi che la percentuale di resezioni chirurgiche fosse proporzionale al numero di casi trattati dai chirurghi toracici puri e ai finanziamenti che le loro unità operative ricevevano.

Questi i risultati in breve.

Nel 2008, 31 unità chirurgiche fornirono servizi di chirurgia toracica a 33 centri oncologici, facenti parte di ben 174 “trusts” (equivalenti della nostre unità sanitarie locali) .  Di queste, 13 unità (42%) avevano 2 o più chirurghi toraci puri.  Nel 2009, queste unità operative erano salite a 18 (58%).

Nel  2008, nel territorio analizzato, furono osservati  15.774 casi certi di non-small cell lung cancer (NSCLC), che è la variante più comune di cancro del polmone e che si beneficia massimamente della terapia chirurgica.  Dei 15.774, 2,240 pazienti (14.2%) furono operati.  Nel 2009, a seguito delle nuove assunzioni di specialisti, il numero dei NSCLC istologicamente confermati subì un incremento del 13.8%, arrivando a 17.948 nuovi casi.  La percentuale complessiva di interventi  chirurgici di successo ebbe un incremento del 46% (dal 14,2%  al 20,7%).

Nei “trusts” dove era presente un chirurgo toracico puro in almeno due terzi dei meeting multidisciplanari dedicati al cancro del polmone, la percentuale di interventi chirurgici era significativamente più alta (14,7% vs 11,7%).   E, soprattutto, i centri oncologici che godettero di un aumento del loro numero di chirurghi toracici puri durante il periodo di studio videro il più ampio e significativo incremento della percentuale di operazioni di successo (66,3% vs 19%).

In conclusione, appare indubbio dai dati di questo studio che si può ridurre la mortalità del cancro ai polmoni non soltanto, come è generalmente accettato, con finanziamenti alla ricerca di base, ma anche con finanziamenti mirati ed intelligenti ad alcuni servizi del sistema sanitario nazionale.

*FINE*


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