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Il follow-up del cancro al polmone: come e quando fare i controlli clinici…

Buongiorno dott. Buccheri,
mio padre è attualmente ancora in cura x microcitoma polmonare (T2N2M0 alla
diagnosi di agosto 2010, anche se già allora c’era una iperfissazione alla PET
all’altezza della D12).
Ha eseguito in totale 5 cicli di chemio (etoposide e carboplatino)
sopportandoli bene (ultimo ciclo terminato l’8 Gennaio 2011) e poi ha ricevuto
radioterapia tradizionale conformazionale sia ai polmoni che profilattica
all’encefalo terminandola in pratica i primi di febbraio. Io lo vedo stare
piuttosto bene nonostante tutto, riesce ad uscire da solo in auto e a fare una
vita pressochè normale anche se i primi periodi dopo la radioterapia sono stati
difficili per i problemi legati all’irritazione di trachea ed esofago…

Volevo gentilmente chiederLe quale sia ora il miglior modo di follow-up in
quanto a parte le solite analisi del sangue e una RNM il cui referto ritireremo
domani, da febbraio non ha più sostenuto visite e quindi ad oggi non sappiamo
se e come il male sia regredito o di quanto. Domani 22 Marzo abbiamo la prima
visita di controllo per vedere gli effetti delle cure, ma è normale lasciare
passare così tanto tempo ? e per il futuro che tempistiche e che esami sarebbe
bene seguire per un adeguato follow-up viste le alte probabilità di recidiva
anche ravvicinate nel tempo?
Credo che questo possa essere di interesse generale quindi se volesse
pubblicarlo o trattarlo sul sito alcase non avrei obiezioni.

Grazie mille ed a presto,
Davide Manera

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Gentile Sig. Manera,

prendo lo spunto dalla sua domanda per rispondere a una questione generale, e cioè: come organizzare il follow-up durante e dopo il trattamento (di solito chirurgico, ma anche chemio-radioterapico ) di un cancro al polmone?

Purtroppo, non esiste uno standard accettato internazionalmente.  In altre parole, non vi sono linee guida, elaborate da alcuna importante società medico-scientifica, che si occupino specificamente della questione.  Tutto è affidato all’esperienza e al buon senso (se si vuole.. all’ “Ars Medica”) del singolo terapeuta.

In pratica, bisogna fare attenzione a star distanti dalle due scelte estreme, entrambe assolutamente sbagliate.  La prima è quella di eseguire controlli troppo ravvicinati ed approfonditi: oltre che inutili, sono costosi per la società, ma anche  per la famiglia ed il paziente stesso, in termini di tempo perso, e fanno di quest’ultimo una persona sempre sotto esame, con gli effetti psicologici negativi che sono facili immaginare…  L’altra scelta estrema  è quella di fare dei controlli così distanti nel tempo e superficiali, da perdere il potenziale beneficio del follow-up: la diagnosi precoce di recidive tumorali potenzialmente curabili…

In generale, ad ogni controllo dopo il trattamento si dovrebbe effettuare ogni 45 giorni per i primi due anni, poi ogni 3 mesi per altri tre anni almeno e dovrebbe includere:

  • una visita medica accurata (in tempi recenti, i medici tendono ad affidarsi sempre di più ai test diagnostici e sempre meno a quello che il malato ha da dire e che si può rilevare attraverso un suo accurato esame fisico);
  • semplici esami di laboratorio generali + i marcatori tumorali  (noi consigliamo sempre i tre seguenti: CEA, CYFRA21-1, NSE);
  • una radiografia standard del torace;
  • accertamenti mirati per eventuali lesioni sospette alla visita o sospettate in precedenza (come nel caso del suo papà).

Inoltre, noi, di solito, aggiungiamo una TC del torace al primo controllo e poi ogni 6 mesi per i primi 2/3 anni.

Per sua curiosità, aggiungo tutti i nostri calendari di followup per ogni specifica situazione terapeutica (se vuole, magari con l’aiuto di un amico medico, può facilmente interpretarli ed attuare quello che corrisponde al tipo di tumore e al trattamento ricevuto dal suo papà, che è CBDP-VP16)…

Per visionarli e scaricarli, clicchi su: calendari per followup.

Cordialmente,

Dr. Gianfranco Buccheri


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