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Tarceva ®: una nuova speranza per il malati di cancro del polmone

Articolo del 27-03-2006

Erlotinib (Tarceva ®, Roche SpA)

Negli ultimi anni, sono state acquisite nuove conoscenze sulla biologia del cancro del polmone, patologia che solo in Europa rivendica ogni anno quasi 200 mila vite, 1/3 di tutti i decessi per tumore. Ne è derivato un incremento delle possibilità terapeutiche, soprattutto per quanto riguarda il cancro del polmone non a piccole cellule (CPNPC). Uno degli aspetti più interessanti è la scoperta dei meccanismi che attivano l’epidermal growth factor receptor(EGFR): il recettore del fattore di crescita epidermoidale.

Un recettore è una specie di serratura posta sulla membrana cellulare, pertanto riconosce un solo tipo di chiave, cioè una particolare proteina: dalla loro combinazione scaturisce un segnale che, a sua volta, attiva una cascata di segnali all’interno della cellula, determinandone la crescita. Nella fattispecie, l’EGFR è uno di quei recettori cellulari che influenzano il comportamento di diversi tipi di cellule epiteliali, tra cui quelle del tumore polmonare di origine epiteliale, il cosiddetto CPNPC. A questo recettore sono riconducibili quei segnali che portano all’angiogenesi (la produzione di molti vasi), e la metastatizzazione (invasione dei tessuti circostanti da parte delle cellule cancerose e loro diffusione). L’EGFR è molto presente nei tumori polmonari, ed è associato ad uno stadio avanzato della malattia, e/o alla resistenza alla chemio o radioterapia.

Recentemente, sono stati sviluppati alcuni inibitori selettivi dell’attività dell’EGFR. Due farmaci di questa categoria hanno raggiunto la fase avanzata di sperimentazione: l’Iressa dell’Astra Zeneca® (compagnia farmaceutica svedese) e il Tarceva® della Roche® (nota multinazionale svizzera).

Nel caso dell’Iressa, dopo i primi risultati positivi, i dati conclusivi di un importante studio di fase III, condotto su pazienti in stadio avanzato di malattia, non hanno purtroppo confermato un significativo miglioramento della sopravvivenza.

Anche il Tarceva® è in grado di inibire selettivamente e in maniera irreversibile l’attività dell’EGFR. Nel suo caso, però, uno studio di fase III condotto dal National Cancer Institute of Canada , ha dimostrato che, rispetto a quelli trattati con placebo (farmaco virtuale perché dal mero effetto psicologico), i pazienti trattati con Tarceva beneficiano di una maggiore sopravvivenza (6,7 mesi anziché 4,7), e di un maggiore intervallo temporale senza progressione della malattia (2,2 mesi anziché 1,8). Ma la maggior efficacia del Tarceva®rispetto al placebo è stata riscontrata anche sul piano dei sintomi, cioè nella riduzione di tosse, dispnea (fame d’aria) e dolore toracico.

I principali effetti collaterali di questo farmaco, che si assume per via orale, sono risultati l’eruzione cutanea e la diarrea, i quali però raramente costringevano alla sospensione del trattamento.

Alla luce di questo studio – effettuato su pazienti già sottoposti a chemioterapia standard – il Tarceva® è stato approvato sia negli Stati Uniti che in Italia, per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule resistenti alla I linea di chemioterapia.

L’utilizzo del Tarceva insieme alla chemioterapia di prima linea costituisce un altro campo di sperimentazione. Due studi di fase III hanno evidenziato un significativo miglioramento della sopravvivenza, ma solo nel sottogruppo dei pazienti non fumatori.

Infine, grande è l’attesa per i risultati degli studi che, in seconda linea, intendono confrontare l’attività del Tarceva con i classici chemioterapici in popolazioni selezionate dal punto di vista biologico (per esempio, quei tumori che esprimono in maniera marcata l’EGFR).


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