Il fumo passivo triplica il rischio di cancro del polmone

E’ stato dimostrato da una recente ricerca canadese che le persone esposte quotidianamente al fumo passivo, come ad esempio i camerieri di bar e ristoranti, sono tre volte più a rischio di sviluppare un tumore del polmone rispetto agli stessi fumatori.

I risultati della nuova ricerca, pubblicati sull’International Journal of Cancer, dimostrano che più persone fumano nei luoghi di lavoro, più aumenta il rischio per coloro che sono esposti al fumo passivo. In passato, molte ricerche si sono limitate ad analizzare l’impatto del fumo passivo nell’infanzia, trascurando invece il fatto che, se il fumo continua ad essere presente nel luogo abitativo, i suoi danni aumentano e si protraggono anche nell’età adulta dell’individuo.

La dr.ssa Roberta Ferrence, direttrice dell’Ontario Tobacco Research Unit, ha così riassunto i risultati dello studio: “è stato dimostrato che più a lungo una persona è sottoposta a fumo passivo, più aumenta il suo rischio di cancro del polmone” e “benché possa sembrare ovvio, proprio questo è stato per molto tempo messo in dubbio dall’industria del tabacco”.

La dr.ssa Ferrence si augura che questi dati diano il via a nuove azioni che estendano il divieto di fumare nei locali di lavoro e in quelli pubblici.
La ricerca canadese aveva esteso il suo orizzonte anche agli effetti del fumo passivo nelle abitazioni private. Il dr. Kenneth Johnson, direttore del Dipartimento di salute pubblica in Canada e capo del gruppo investigativo, ha analizzato un campione di 761 donne che non hanno mai fumato e di altre 71 donne che hanno sviluppato un tumore del polmone (erano state scelte come oggetto di studio le donne perché, storicamente, esse hanno iniziato a fumare dopo gli uomini e tollerano meno di lavorare e vivere con fumatori).
Lo studio ha dimostrato che le non fumatrici, che vivono con un fumatore, hanno il 21% di rischio in più di sviluppare un cancro del polmone nel corso della loro vita adulta. In una donna che ha avuto da bambina un genitore fumatore in casa, il rischio di ammalarsi aumenta del 63%. Tale rischio aumenta costantemente nel tempo, in rapporto al numero di fumatori presenti nello stesso luogo. Una donna, che vive in una casa dove non ci sono fumatori, ma lavora in un luogo dove è consentito fumare ha un rischio di sviluppare un cancro del polmone aumentato mediamente del 27%. La ricerca ha, inoltre, scoperto che, quando il numero dei cosiddetti “occupational smoker years” (cioè il numero di coloro che fumano nel posto di lavoro moltiplicato per gli anni di lavoro) sale a 26, il rischio di sviluppare un cancro del polmone viene raddoppiato. Questo numero potrebbe significare un ambiente di lavoro con 2 lavoratori fumatori per 13 anni, oppure con 5 lavoratori fumatori per cinque anni. Questo numero potrebbe anche significare 26 clienti fumatori al giorno, per un anno, in un bar.

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