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Uno studio rileva una drammatica mancanza di interesse dei media sul tumore del polmone

Il tumore del polmone, killer numero uno di uomini e donne, secondo uno studio americano condotto dall’American Society of Clinical Oncology (quotidiano Sunday del 13 maggio 2001), è seriamente sottovalutato dai media, a differenza di altri più noti tumori.
L’obiettivo dello studio era quello di valutare l’interesse dei media per i quattro maggiori tumori, tenendo conto del numero e della tipologia dei racconti, della capacità di sensibilizzazione degli eventi e della presenza o meno di celebrità. Lo studio era stato commissionato da Cancer Care, dall’Oncology Nursing Society e dal Wellness Community e realizzato in collaborazione con il National Cancer Institute americano.

Secondo tale studio condotto su 600 storie di tumore, scelte casualmente tra quelle apparse sui quotidiani dall’agosto del 1999 al luglio del 2000, solo il 9% riguardavano il tumore del polmone mentre il 61% erano sul tumore alla mammella, il 23% su quello della prostata e il 17% sul tumore del colon.

Anche sui 243 articoli inerenti le diverse tipologie di trattamento, circa la metà riguardavano il cancro della mammella, il 18% quello della prostata, il 16% quello del colon e solo il 9% quello del polmone. Nei 105 articoli che citavano il tumore del polmone, quasi la metà lo facevano solo ed esclusivamente nel contesto di questioni inerenti il fumo di tabacco, mentre soltanto 51 trattavano del tumore in sé.

“I risultati di questo studio sono sbalorditivi, soprattutto da quando è emerso che muoiono più persone ogni anno per un tumore del polmone che per quello della mammella, della prostata e del colon, sommati insieme”, dice Diane Blum, Direttrice Esecutiva dell’organizzazione nonprofit Cancer Care Inc.

“I malati di tumore del polmone sono sempre più abbandonati a se stessi. Anche quando – raramente – compaiono articoli sul cancro del polmone, questi pongono l’attenzione solo sul problema del fumo di tabacco mentre le storie riguardanti le altre tipologie di tumore danno importanti informazioni sui trattamenti, i metodi di cura, i progressi in campo scientifico e la prevenzione. In realtà, anche per il tumore del polmone si stanno facendo importanti progressi, ma dobbiamo farlo sapere ai media, affinché a loro volta informino i pazienti e le persone a rischio. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che l’interesse dell’opinione pubblica è maggiore laddove sono presenti delle celebrità a raccontare la propria drammatica esperienza, come dimostrato da numerosi studi condotti sull’argomento”.

Conclude, infine, Diane Blum: “Abbiamo bisogno di sentire più storie relative al tumore del polmone, di sopravvissuti che infondano coraggio a quanti stanno vivendo la medesima esperienza, soprattutto se questi sopravvissuti sono delle celebrità”.

Il tumore del polmone ha lo stesso diritto di tutti gli altri tumori di ricevere l’attenzione dei media. Proprio a questo scopo si stanno organizzando delle giornate dedicate all’informazione e, da alcuni anni ormai, novembre è stato proclamato il mese di sensibilizzazione al cancro del polmone. “Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e speriamo così che si riesca a combattere più efficacemente questa devastante malattia” sottolinea Nadine Jelsing, codirettrice esecutiva dell’organizzazione americana ALCASE. “Ma la campagna di sensibilizzazione non potrà mai avere successo senza la collaborazione dei media. E’ giunto il momento di catturare la loro attenzione su questa malattia”.


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